Flux

I jeans strisciano sulla pelle dolorante. E la mente vaga.
Sono distratta, non riesco a concentrare l’attenzione su quello che mi sta intorno, su chi mi circonda e sui discorsi che sento ma non ascolto. Ieri é stato desiderato, voluto ed aspettato e finalmente é arrivato.
Poggio la schiena sullo schienale della sedia per pensare e sento. Fa male, il ghiacchio non é bastato, ma forse, in fin dei conti, meglio cosí.

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Mi hai travolta con le tue perversioni e mi hai fatta tua. Incatenata, legata e stretta tra me e me, con te.
Mi chiedi se abbia paura di te: no, non ne ho. Vuoi saperecosa provo? Fiducia, dedizione,passione, voglia, desiderio, dolcezza, speranza.
Quando chiudo gli occhi prima della decima frustata penso: Cerco dentro di me la forza di contare e di ringraziarti, padrone. La trovo e trovo anche un filo di speranza e di fiducia nel fatto che nel colpo ci metterai amore. Non mi fará male dentro, mi fará male il corpo, ma non lo spirito.
Mi chiedi: ”come sta il corpo?” “Fa male!“Come sta lospirito?“ “Bene! É felice!”. Io sono felice. Io sono Shiawase.
Mi colpisi forte. Ed é quello che voglio. Le frustate leggere non mi fanno niente e lo sai anche tu, lo senti dalla mia voce sicura e netta al contrario di quando trema tra le lacrime che stentano ad uscire, che non voglio far uscire.
Io sono forte. Il dolore passa. Quasi subito.
Rimangono i lividi, rimane il ricordo.

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