Swish!

Sono ancora lí, incatenata al letto. Lo so cosa mi aspetta oggi, lo so come ti sei svegliato. L’ho capito sin da quando, ancora con gli occhi di sonno mi hai preso la testa e l’hai messa tra le tue gambe. Avevi voglia, mi avevi sognata e desiderata per tutta la notte, ed ora finalmente mi avevi. Avevi la mia bocca umida, le mie labbra, la mia lingua sotto di te e a tua disposizione.
Ed io, come sempre, non volevo altro che farti impazzire. Volevo farti pensare che sono speciale, che solo io ti faccio arrivare a non capire piú nulla, ad andare con la testa altrove. Volevo farti godere.

 

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Real session – ph: Nicholas Bastianello

 

E così é stato.
Ma tu, per divertirti, per soddisfare il tuo sadismo ti sei allontanato, mi hai lasciato con la bocca aperta ad attenderti ed una goccia é scivolata giú.
Uno sguardo, é bastato uno sguardo per sapere cosa mi sarebbe toccato. I tuoi occhi li conosco bene. So cosa vogliono dirmi ogni volta che si posano su di me.
Mi hai preso il mento, hai preso quella goccia che scivolava giú e che io, bloccata com’ero non potevo raccogliere, me l’hai messa lí dove doveva andare, nella mia bocca… Ti sei avvicinato al mio orecchio e, quasi con dolcezza mi hai detto “lo sai che non dovevi farlo… Lo sai cosa ti aspetta ora vero? Vado a fare colazione. Tu aspettami qui eh… Non ti muovere.” e mi hai guardata con un lieve ghigno.
Ho cercato di dirti che non era colpa mia, che eri tu che ti eri allontanato ma la voce non mi usciva. Avevo paura che dicendolo avrei solo peggiorato le cose. E cosí ho fatto. Sono rimasta zitta. Ho ingoiato tutto, compresa la paura.
Mi accascio sul letto e ti aspetto, ascoltando tutti i rumori che fai per sapere cosa mi aspetta… Cera, fruste, paddle, plug… E per sapere quando avrai finito di fare le tue cose e verrai da me… Per punirmi.
Arrivi. Hai la benda in mano. Non so se sia meglio o peggio. Non so se preferisco non sapere cosa mi farai oppure vedere, prepararmi psicologicamente. In ogni caso… Non ho scelta.
Mi prendi, mi alzi i capelli, mi bendi stretta. Mi apri le gambe, mi infili due dita ed inizi a muoverle. Io, già completamente bagnata sento il piacere montarmi dentro, sento di non resistere per molto, di stare per venire. Te ne accorgi, vedi la mia espressione, senti i miei respiri ed all’improvviso togli la mano. Ed un “noo” mi esce spontaneo.
Mi dici “noo? Vuoi che continui?” ed io “siii, ti prego!”… Silenzio… “si cosa? Cosa hai omesso?”
E lí mi sento morire…
Mi hai ingannata, mi hai distratta e non ti ho detto “si, PADRONE”… mi maledico.
“Sai pensavo di non farti troppo male, in fondo mi hai soddisfatto questa mattina, pensavo di usare solo un pò di cera… Ma visto che stanno cosí le cose… Devo punirti. Lo sai vero?” mi dici mentre dalla scatola in cui abbiamo tutti i nostri giochini ti sento rovistare per prendere solo tu sai cosa… “…. S…si… Padrone”.
Se potessi vedere il mio sguardo vedresti i miei occhi rassegnati alle tue voglie, a quel piacere che tanto il mio corpo vuole ma che la mia mente rinnega.
Mi metti a carponi. Non vedo. Ti sento accarezzarmi dietro con qualcosa, qualcosa di plastica e poi, ecco, lo sento. Il dolore improvviso. Lo hai infilato cosí… Senza che io sapessi nulla, senza prepararmi.
” aahii…” sospiro silenziosamente.
Lo so. Non finisce lí… Non finisce cosí…
Mi accarezzi la schiena ed io, in tutto il dolore che sento vorrei le tue mani che mi coccolano, vorrei accucciarmi vicino a te, vorrei sentire il tuo corpo che mi consola. Ma non finisce cosí.
“Voglio che conti fino a dieci e che ringrazi! Se sbagli ricomincio! Voglio che resti ferma! Dimmi quando sei pronta, mia adorata schiava”. Sento la corda, pesante sulla mia schiena… Era quella nera… O forse quella bianca. I miei polsi e le mie caviglie incatenate. Prendo fiato e ti dico “si padrone!”
Trovo la posizione migliore per proteggere le parti in cui potresti farmi piú male ma é quasi impossibile… Sono tutta tua, a tua disposizione… Mi concentro, trovo la forza e ti dico “sono pronta, padrone!”
Fruscio e colpo. Dolore. Godo. “Una. Grazie, padrone!”
Ancora. Ne voglio ancora.
Fruscio. Colpo. Altro punto, nuovo dolore. “Due. Grazie, padrone!”
Resto immobile. Ancora. Fruscio. Colpo. Fruscio. Colpo.
Dolore, dolore….
Arrivo a sei ed il colpo é fortissimo. Hai preso una pausa ed ho immaginato che avresti sfogato la tua forza ma a quel dolore non sono mai pronta.
Ahiii” non riesco a trattenermi.. Mi muovo per la spinta. No… Non dovevo farlo…
FERMA!” mi imponi! “Stai ferma o é peggio!
Fruscio e colpo. Dolore. “Otto, gr.. No, no sette……..” Ho sbagliato. Mi accascio, quasi disperata… Non ce la farò a ricominciare…
E tu: “tirati su. Ti ho detto di non muoverti. Mi sembra che ti stai lamentando troppo…non credi? Comunque non ricomincio dall’inizio. Ricomincio da cinque. Contenta la mia schiavetta? Conta, ringrazia e stai immobile. Dimmi quando sei pronta.”
“Si,padrone!”
Fruscio rapidissimo e colpo! Mi prendi i capelli e mi tiri a te. Mi prendi la gola con una mano e mi dici nell’orecchio “mi devi ringraziare! Ti ho fatto uno sconto!” mi sfiori là sotto con le dita, me le metti in bocca obbligandomi a leccarle e continui “e ti sto facendo godere da morire! Quindi?”

“Grazie, padrone!”
“Bene! Te ne darò tre di seguito e poi le ultime due fortissime. Stai zitta! Non contare! Non voglio sentire nulla! Neanche un mugugno! NULLA! dimmi quando sei pronta!”
… Silenzio…
Mi sfiori la schiena con la frusta, mi fai rilassare… Devo restare ferma. Immobile e zitta e poi sarà tutto finito. Intanto mi sento gocciolare. Mi fai impazzire! Farei qualsiasi cosa per te! Padrone! Sono fradicia!
“Sono pronta!”
Fruscio colpo a destra, fruscio colpo a sinistra, pausa… Fruscio colpo di nuovo a sinistra.
Mi sento bruciare. Mi sento un fuoco e vorrei gridare, vorrei mordere qualcosa, ma stringo gli occhi e penso alla mia fica… É lei che mi comanda e che mi dice che il mio corpo gode e che non riesco a farne a meno.
Sospiro e aspetto gli ultimi due.
Fruscio. Colpo fortissimo! Fruscio……. Colpo sul materasso, proprio vicino alla mia mano.
Mi accascio.
É finita.
“Ahi!” posso dirlo ora… “Ahiii!”

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