Let’s get the party started

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A volte capita che amici single chiedano (e si chiedano) come poter coinvolgere un eventuale partner completamente vanilla nelle loro intraprendenze sessuali alternative – nel BDSM per intenderci.

Molto spesso non c’è una risposta corretta a questi quesiti, tuttavia, mi piacerebbe condividere alcuni punti di vista ed esperienze a riguardo.

Sono entrata a capofitto nel BDSM (ormai) 3 anni fa: pochissimo tempo, soprattutto considerando il fatto che la maggior parte degli amici che hanno intrapreso un percorso di sessualità orientata al sadomasochismo hanno una “esperienza” molto più lunga. Vi pregherei, quindi, di prendere la mia opinione come puramente personale.

Al contrario di come diffusamente si pensi riguardo al sentirsi spinti da determinate pulsioni alternative alla “normalità”, credo che – come nel mio caso – spesso non si conosca tutto quello che riferisce al BDSM fino a che non ci si è immersi fino al collo. A volte si sa di avere delle propensioni particolari oppure, se si è circondati da un ambiente poco stimolante e da persone o amici con cui difficilmente si riescono a condividere pensieri più nascosti, semplicemente si lascia latente un potenziale aspetto sadomasochista del proprio carattere, senza soffrirne e senza gioirne.

Per questo vorrei mettere in risalto come non sempre sia utile dare per scontato che la persona a cui si cerca di approcciare abbia effettivamente voglia di esplorare lati nascosti (e magari segreti) della propria personalità: il messaggio che vorrei trasmettere è rivolto a tutti coloro che vorrebbero come si suol dire “corrompere” un partner che di BDSM conosce poco o nulla.

Vi fornisco un breve background personale per orientare meglio il discorso.

Ho conosciuto Kurogami per pura casualità: io, totalmente vanilla a 25 anni, una ragazza ingenua, sicura di sé, seriosa e determinata e lui, il ragazzo maturo, sicuro di sè (e più sicuro di me), serioso ed affascinante. Entrambi con due storie importanti alle spalle, entrambi ci innamoriamo in breve tempo.

Il sesso mi è sempre piaciuto, l’ho sempre ammesso ed ho sempre pensato che fosse sconfortante che alcune donne non riconoscessero che possa essere appagante e divertente, per questo con lui, all’inizio, era solo una storia di questo tipo: sesso.

Nel giro di tre o quattro mesi, Kurogami ha iniziato a coinvolgermi in quello che sarebbe stato lo standard di vita sessuale tra di noi.

Mi piacerebbe condividere con voi quelli che ritengo essere gli ingredienti principali per un buon tentativo di rapporto con un probabile compagno o compagna.

FIDUCIA

Per certo la fiducia è il punto di partenza per intraprendere un qualsiasi tipo di relazione duratura.

In ogni caso, quindi, il mio consiglio è quello di iniziare a costruire questa base per poi andare oltre. I miei tre mesi di conoscenza per instaurarla possono essere più lunghi o più brevi in altri casi ma sono stati sicuramente necessari.

Credo sia importante tenere sempre a mente che una persona che non conosce nulla del BDSM può vedere qualsiasi tipo di approccio come pericoloso se non è stata creata una base di conoscenza reciproca.

LENTEZZA

La lentezza e la calma iniziale sono il secondo ingrediente indispensabile per assicurarsi un buon risultato. Mi è capitato spesso di sentire di racconti di approcci diretti nei confronti di alcune ragazze, ad esempio andando a proporre direttamente di prendere parte a giochi in presenza di altre persone, di assistere a sessioni di altri (di qualsiasi genere) oppure di intraprendere sessioni di BDSM (bondage, whipping, wax play, privazione sensoriale o altro) già dopo solo una prima e sommaria conoscenza. Nel caso in cui la persona con cui si ha a che fare non sia avvezza a pratiche erotiche non convenzionali, questa tattica potrebbe non risultare vincente.

PIU’ PRATICA E MENO TEORIA

Sembrerà un controsenso rispetto a quanto detto sopra, in realtà il concetto che vorrei condividere è un altro. Ritengo che (quasi nella maggior parte delle situazioni) gli esempi pratici siano più efficaci rispetto a qualsiasi articolata spiegazione teorica. Nel caso delle pratiche BDSM penso che uno degli errori più comuni sia quello di non trovare il giusto mezzo tra il voler provare tutto e subito e voler spiegare le sensazioni. Nel momento in cui si decide di voler intraprendere un determinato percorso con una persona è giusto introdurla all’intenzione.

Quando la prima volta ho provato la costrizione è stato con un nastro carta avvolto attorno ai polsi dietro la schiena. Potevo liberarmene quando e come volevo semplicemente tirando, ma mi è stata fatta cogliere l’intenzione, mi è piaciuta, mi ha dato delle belle sensazioni e sono rimasta con le mani “costrette” dietro la schiena senza fuggire via.

L’intenzione non deve essere esplicata per forza con le parole: quando due persone hanno voglia di baciarsi non viene detto “Adesso ti darò un bacio e tu lo darai a me”, ma dagli sguardi e dagli atteggiamenti si capiscono le intenzioni di una parte e dell’altra. La comunicazione non verbale con il partner, spesso, è molto più importante ed efficace di quella espressa esplicitamente.

Il voler spiegare cosa si provi nella costrizione, cosa si provi nell’essere colpiti da un qualsiasi tipo di strumento, nell’essere sculacciati oppure il voler spiegare le sensazioni che si hanno nel dominare e nel mostrare potere nei confronti del sottomesso non renderà mai l’idea a qualcuno che non lo abbia mai provato e potrebbe persino generare un’aspettativa differente se non sbagliata.

Se qualcuno mi spiegasse le energie che sente nel suo corpo quando scala una montagna a mani nude probabilmente nella mia testa penserei che è bello che lui provi quelle cose, ma non per forza mi convincerebbe a farlo.

Per fortuna siamo tutti diversi e proviamo delle sensazioni che possono variare anche nel momento in cui facciamo la medesima pratica; per questo il mio suggerimento sarebbe quello di creare fiducia, agire con calma e partire con la pratica.

OSSERVAZIONE e TEMPISMO

Osservare le reazioni del partner è fondamentale per andare avanti, sia nel momento specifico in cui lo si introduce al BDSM che nel momento in cui si vuole intraprendere una nuova pratica. Guardare come si comporta, se è incuriosito, se fa domande o se non è interessato ci induce a capire che potrebbe avvicinarsi di più anzichenò. Ci possono essere dei caratteri più timidi che non si spingono a chiedere ed allora a quel punto è più semplice domandare se si vuol provare qualcosa direttamente. Non forzare mai le situazioni è un altro mio consiglio: a volte serve solo del tempo per maturare che qualcosa di nuovo potrebbe entrare a far parte delle proprie fantasie ed insistere non aiuta, magari aiuterebbe invece pazientare e riprovare in un secondo momento.

Mi capita spesso di rifiutare categoricamente di iniziare una nuova pratica,in alcuni casi dopo qualche giorno mi rendo conto che in fondo potrebbe essere interessante, in altri prendo consapevolezza che invece l’idea non mi attira per nulla.

 


 

Mi rendo conto che i casi a cui faccio riferimento (cioè di persone che non conoscono minimamente il mondo BDSM) siano piuttosto rari ad oggi grazie alla diffusione mediatica, ma penso anche che troppo spesso nell’approccio vengano sottovalutati un pò dei punti che ho elencato, dando per scontate diverse cose. E’ semplice guardare le cose in maniera diversa quando si è abituati ad essere circondati da un certo tipo di persone, di ambienti e di abitudini; è difficile mettersi nei panni degli altri per cercare di farli entrare lentamente in un mondo particolare.

Dal mio punto di vista non serve cercare di rendere questo tipo di giochi goliardici dando un’idea di semplicità o naturalezza, perchè si potrebbe perdere il forte impatto erotico e sessuale che essi hanno. In alcuni casi, una volta suscitata la curiosità è giusto anche informare parlando apertamente delle proprie fantasie o partecipando ad incontri dell’ambiente, facendo sempre attenzione a rimanere nell’intimità e nel privato fino a che non si è sicuri che effettivamente ci sia la voglia di esporsi.

Ricordiamoci che parliamo sempre e comunque di sessualità che in alcuni casi e per alcune persone è ancora un tabù.

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Sometimes single friends ask (also to themselves) how could be possible to involve a completely vanilla partner into their alternative sexual initiatives – in one word, into BDSM.

Often there is not a right answer to these questions. Anyway, I would like to discuss some experience and personal points of view about them.

I rushed headlong into BDSM three years ago: a very few time, especially considering that the most of my friends who walk on a path of sexuality oriented to sadomasochism are more experienced than me. Please consider that this is my personal opinion.

Differently from people usually think about feeling pushed by some pulsions which are alternative compared to “normality”, I think that – as it happened to me – maybe we do not know everything which is related to BDSM until we are knee-deep inside it. Sometimes people know that they have particular inclinations or maybe if they are surrounded by a non-stimulating environment, or by friends who do not like to share their deepest thoughts, simply a potential sadomasochist aspect remains latent, without suffering or enjoying it.

This is why I would like to enlight how it is not said that it is always useful to take it for granted that the person we approach would really like to explore hidden (or secret) sides of his/her own personality: the message I would like to pass is referred to everyone who would like to “corrupt” a partner who does not know anything about BDSM.

In the following line you can find a short personal background to better understand my position:

I met Kurogami only by chance. I was a totally vanilla candid 25-years old girl, sure of myself, serious and determined. He was a mature guy, sure of himself (more than me), serious and fascinating. We both had two important stories behind us, we both fell in love in a few time.

I always liked sex, I always admitted it and I have always thought that it was very sad that some women do not recognize that it can be funny and satisfying. This is why with him – especially at the beginning – it was a story of this type: sex.

In three or four months  Kurogami started to involve me in what would be our standard sexual life.

I would like to share with you the ingredients I believe as fundamental for a good attempt of relation with a potential partner.

TRUST

For sure trust is the starting point every type of long-lasting relationship.

In any case, my advice is to start to build this basis to go on further. My three months of knowledge were fundamental. This period could be shorter or longer, but it is necessary, for sure.

I believe that it is important to keep always in mind that a person who does know nothing about BDSM can feel every kind of approach as dangerous if there is not a solid basis of mutual knowledge.

SLOWNESS

Slowness and initial calm is the second ingredient, which is indispensable to ensure a good result. It often happened to me to hear about some direct approaches to certain girls, i.e. the direct proposal to take part in some kinky situations in the presence of other people or to be present during playing sessions (of any type) or maybe to take direct part into BDSM sessions (bondage, whipping, wax play, sensory deprivation or other) just after a first and superficial knowledge. If the person we are relating to is not involved in unconventional (kinky or sexual) activities, this strategy could not result successful.

MORE PRACTICE, LESS THEORY

It could seem a contradiction compared to what it was written before but in reality the concept I would like to pass it is another. I believe that (in the great majority of situations) practical examples are more effective than every articulated theoretical explanation. About BDSM activities I believe that one of the most common error is that we do not find the right compromise between “I want to try everything right now!” and “I want to explain the exact sensation I feel“. In the moment that someone decides to start a certain travel with a person, it is right to introduce him/her to the intention.

First time I experimented to be constrained, my wrists were tied together by using some paper tape behind my back. I could have got free at every time just by pulling my hands, but he made me feel his ‘intention’. I liked it, it gave my beautiful sensations and I stayed with my hands “constrained” behind my back, without running away.

The intention does not require to be explicated necessarily by words: when two people want to kiss each other, no one of them says: “Now I’m going to give you a kiss and you gonna give a kiss to me”.  Gazes, behaviours, and other things let another person understand intentions from both sides. Non-verbal communication with the partner is often more important and effective than voice talking.

The will to explain what can be felt when constrained, when hit by any kind of beating device, when spanked or the will to explain sensation who someone can live when playing as top/bottom will never sell the idea to someone who never tried those practices and – maybe – it could generate a different (or wrong, in the worst cases) expectation.

If someone would try to explain something about the energies he feels in his body when he climbs a mountain with his bare hands, maybe I could think that it is nice that he can feel those sensations/emotions, but I am not sure he could be able to convince me to do like him.

Fortunately, we are all different and we can feel different sensations also when we perform the same act; because of this, my tip is to create trust, act step-by-step and start with the practice.

OBSERVATION CAPABILITY & TIMING

It is fundamental to observe partner’s reactions to go ahead, both in the specific moment when he/she is introduced in BDSM activities and in the moment when there is the need/desire/will to introduce him/her to a new practice. Paying attention to his/her behaviour, to the question he/she can ask, to the fact he/she can appear curious or bored can help us to better understand he/she is ready to be involved or not. There could be some more shy personalities who do not like to ask; in this case, it could be simpler to directly ask if the partner does want to try something. Do not force situations is another tip: sometimes, a certain amount of time is needed to make that something new could be a part of our own fantasies and it is not useful to insist. Maybe, be patient and retry later can definitely help.

It happens a lot of time that I categorically refuse to start a new practice. In certain cases, after a few days, I understand by myself that that thing could be interesting. In other cases, I become sure that that idea is not for me.


I do understand that cases and situations I reported in this articles (people who do not know nothing about BDSM world) are quite rare especially today, thanks to internet and media diffusion. By the way, I think that too many times several points I talked about are underestimated because we take a lot of things for granted. It is simple to look at the things in a different way when we are familiar with a lot of people of a certain type, in a certain environment; it is difficult to put into other shoes to make them slowly enter in a particular world. 

From my point of view, it is unuseful to try to make those practices of activities become goliardic, giving an idea of simplicity because the risk is to lose the strong erotic or sexual impact that they have. In certain cases, when the curiosity arises it is right to inform directly speaking about our own fantasies or taking part into meetings of the kinky community, paying attention to stay in our own intimacy and safe private sphere until we are not sure about there is effectively the need/will to get exposed.

Just remember that we are still talking about sexuality, which is for a lot of people still a tabu.

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